IL SENSO DI COLPA SUL LAVORO

Stefania Migliore/ Giugno 27, 2022/ Uncategorized/ 0 comments

Ho affrontato fasi di transizione, durante le quali inviavo candidature, ma nessuno mi contattava. Poi, tramite perseveranza, pensiero positivo e metodo sono riuscita a farmi assumere da un’azienda strutturata dove ho la possibilità di svolgere ogni giorno il mestiere che più amo; aiutare le persone a trovare lavoro.

Fino a qui sembra una storia a lieto fine, ma invece, dopo soli 2 mesi dall’assunzione mi sento sempre stanca, priva di energie e sopraffatta dalla responsabilità di svolgere bene e in tempo tutti i compiti assegnati.

Il fine settimana, invece di rigenerarmi, vivo l’ansia che finirà presto e affronto ogni lunedì con maggiore stanchezza del venerdì. Cosa sta accadendo? Continuo a ripetermi “bè, è normale che ti senti così, è l’inizio, devi avere pazienza. In fin dei conti tutti i lavori sono difficili. Il lavoro perfetto non esiste.”.

Scatta così un irrequieto, violento e subdolo senso di colpa, che mi vocifera nelle orecchie, “ma non era quello che volevi? Dove credi di andare!? Già è tanto che hai trovato questo lavoro. Devi resistere e avere rispetto di chi il lavoro non ce l’ha”.

Questa è una riflessione che richiede il giusto tempo di analisi e di approfondimento. Cosa ne pensate? E’ giusto andare contro i nostri istinti oppure si deve resistere per smussare gli angoli della tolleranza e della flessibilità?

Allora si fanno i confronti con gli altri, con chi il lavoro lo difende fino alla morte, chi lotta per i propri diritti, per un contratto stabile, per la giustizia sul lavoro. Ci si confronta con chi affronta l’instabilità a testa alta, con chi lavora alla giornata, senza contratti duraturi, senza paura che domani non si prenderà la pensione. Poi ci sono le persone che non scendono a compromessi, che realizzano i loro sogni nel cassetto, che si affermano come professionisti, che ottengono riconoscimenti. Quelli che non hanno paura del fallimento, perchè sanno che valgono, quelli che dicono di essere felici e che però, forse, hanno faticato tanto per riuscirci.

Invidiosa di quello che non sono, attendo ogni giorno quella scintilla che smuoverà il mio cuore e che renderà di nuovo il mio lavoro il più bello del mondo.

Buon lunedì!

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