LA PAURA DI RIMANERE SENZA LAVORO

Stefania Migliore/ Novembre 1, 2022/ Uncategorized/ 0 comments

La paura è uno stato fisico e psicologico, che determina un’attivazione delle risorse individuali, utile per preparare l’individuo ad affrontare nel miglior modo possibile una certa situazione che viene valutata “pericolosa” per se stessi. 

In altre parole, è uno stato di allerta che permette all’individuo di proteggersi da minacce. Come ogni animale, anche gli esseri umani innescano dei meccanismi difensivi per sopravvivere. Questo ci dimostra che non necessariamente una paura è negativa, anzi, può anche salvarci la vita.

Capita però, che le paure spuntano anche lì dove non è in gioco la nostra vita. Tra queste, vi è la paura di rimanere senza lavoro. E’ vero che un lavoro permette di comprare il cibo e di pagare la casa dove proteggersi, ma cosa si cela ancora dietro questa paura?

Il lavoro è la principale fonte di identità personale nella nostra cultura. Rimanere senza, incide profondamente sulla percezione di se stessi, autostima e senso di adeguatezza sociale. Non a caso tra le prima domande che vengono poste durante un primo incontro vi è “che lavoro fai?”.

Cosa fare allora se le paure stanno invadendo i pensieri quotidiani, invalidando progetti e annientando speranze?

Innanzitutto ogni paura è legata ad un interpretazione soggettiva della realtà. Ogni persona ha la propria scala di valori che guidano verso una valutazione degli eventi. Inoltre le paure possono essere più o meno circoscritte, per esempio, si può avere paura del buio, così come del rimanere senza casa. Certamente, la prima cosa da fare è riconoscere la paura, esserne consapevoli. Secondo consiglio, limitare il flusso di pensieri, concentrandosi su azioni e rituali quotidiani. Alzarsi tutti i giorni presto e alla stessa ora, svolgere almeno 3 azioni sempre nello stesso ordine.

Altro suggerimento, prendersi del tempo quotidiano (almeno 30 minuti) per scrivere tutto quello che potrebbe accadere se si realizzasse ciò di cui abbiamo paura. Per esempio, cosa accadrebbe se non trovassi lavoro? La scrittura aiuta ad osservare la paura in tutta la sua forma e quindi a conoscerla. L’atto dello scrivere, come dimostrano numerose ricerche, ha la proprietà di calarci totalmente in ciò che descriviamo ma, al tempo stesso, ci permette di distaccarcene. Ripetere questo esercizio quotidianamente dà la capacità di accettare anche l’inaccettabile ma, soprattutto, riduce gli angoscianti controlli mentali di cui siamo grandi artefici.

Inizia a pianificare le tue giornate di ricerca, contatta persone, sii curioso, trova idee, confrontati, ascolta le paure, respira e abbi coraggio, perchè, come disse Martin Luther King;

“Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno.”

Please follow and like us:
stefania migliore psicologo gavi

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*